Dopo il primo incontro dello scorso maggio torna alla Piola Piccola A\polide, la rivista per chi non si sente a casa, per presentare il nuovo numero ‘Spatriamenti’.
Spatriamenti raccoglie i migliori interventi, rivisti e rimaneggiati, che sono usciti su A\polide negli ultimi mesi. Ci sono racconti, interviste, fotografie, disegni, ritratti, saggi più o meno narrativi. Oltre a quelle della Redazione, ci sono le parole di Olga Campofreda, Xhuliano Dule, Giulio Iovine, Vanni Santoni, Edoardo Sanzovo, Francesco Spiedo e Alfredo Zucchi. C’è anche una sezione di inediti dedicati alla Palestina. Non è molto, ma ci è sembrato il modo più giusto per continuare, nel nostro piccolo, mentre scriviamo di noi e di voi, a tenere a mente le realtà in cui a milioni di esseri umani una patria viene negata; ogni giorno, per davvero.
A\polide è:
La letteratura che ci interessa. Senza appartenenza geografica e temporale, né cittadinanza esclusiva in uno specifico genere letterario. La rivista non guarda alla letteratura come fine, ma la utilizza come strumento per interrogare il contemporaneo e l’esperienza umana (se poi ne esce anche della buona letteratura, tanto meglio).
Una questione sentimentale. A\polidi sono gli spatriati, reali e figurati: chi se n’è andato, chi è tornato, chi è rimasto, ma non si sente a casa. A queste persone appartiene lo sguardo che ci interessa; è lo sguardo di coloro che, sballottati dal flusso gassoso del presente, non possono fare a meno di percepirne i cambiamenti, e di interrogarli.
La dimensione che vogliamo raccontare. La rivista indaga i cambiamenti della società e la condizione esistenziale che deriva dall’essere a\polide: l’emancipazione, l’effervescenza; ma anche lo straniamento, la nostalgia; l’instabilità, l’irrequietezza.
La rivista è, quindi, un luogo d’appartenenza e incontro per coloro che si sentono a\polidi, e hanno bisogno di leggerne e scriverne. Perché questo facciamo anche noi, che la rivista l’abbiamo fondata. E abbiamo la sensazione di non essere i soli.